Fibromialgia, infiammazione e alimentazione. - mybodylab.it Dr Uliano Nutrizionista Napoli Roma Castellammare

Percorso

Fibromialgia, infiammazione e alimentazione.

Creato: 29 Dicembre 2016
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L'alimentazione è un fattore cruciale per alleviare i sintomi della fibromialgia. Il termine fibromialgia significa dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (i legamenti e i tendini). Questa condizione viene definita “sindrome” poiché lo stesso paziente può avere segni  e sintomi contemporaneamente presenti nello stesso paziente e tra loro diversi.

Il paziente può avvertire, oltre al dolore diffuso e stanchezza, un'altra serie di disturbi che riguardano non solo l’apparato muscolo scheletrico, ma anche altri organi specifici. I più comuni sintomi che vengono riscontrati nei pazienti fibromialgici sono la sindrome da stanchezza cronica (nel 21-80%), la sindrome del colon irritabile (nel 32-80%), il dolore temporo-mandibolare (nel 75%), cefalea da tensione, la sindrome da ipersensibilità chimica multipla (il paziente ha ipersensibilità ad agenti chimici ed odori particolari).

Un processo comune alla fibriomalgia è quello dell'infiammazione. Diverse diete sono possibili affinchè diminuisca il carico infiammatorio e dunque anche i diversi sintomi associati. Il primo obiettivo del paziente fibromialgico deve essere quello della perdita di peso e sopratutto della perdita di tessuto grasso che perpetua l'infiammazione: il tessuto viscerale ed il tessuto profondo, capaci di per se di rilasciare fattori infiammatori. La perdita di peso e di grasso deve avvenire dunque, attraverso una dieta specifica tale da permettere questa perdita. Contemporaneamente la dieta dovrà necessariamente equilibrare il rapporto omega6/omega3 in modo che non vengano prodotti in eccesso fattori infiammatori. Tale equilibrio non è possibile ottenerlo con integratori alimentari, ma tramite la dieta specifica in acuto per almeno 2 mesi. Alcuni test di membrana possono essere utili nell'identificare i giusti rapporti di grassi. 

Diete speciali poi possono essere applicate nel momento in cui se ne presentino le condizioni o nei casi più gravi. Le diete oloproteiche e le diete gluten free possono essere molto efficaci nel programma nutrizionale.

 

 

 

 

 

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